Innovazioni V19-2 Build 9400

Generalità

  • Il SEMA data store è stato suddiviso per argomenti in modo tale da ottenere una rappresentazione chiara di tutti i raccoglitori fondamentali. Nella cartella "mezzi di collegamento" sono indicati tutti i raccoglitori fondamentali dei fabbricatori di mezzi di collegamento, nella cartella "tegole" tutti i raccoglitori fondamentali dei fabbricatori di tegole e nella cartella "varie" tutti gli altri raccoglitori fondamentali. <Filmato - Innovazioni raccoglitore fondamentale e SEMA data store>
  • I raccoglitori fondamentali nel SEMA quindi possono contenere un'immagine/un logo, dei file allegati e delle informazioni. A ciò sono state ampliate le proprietà/informazioni dei raccoglitori di dati fondamentali.
    Nella gestione di dati fondamentali, nelle proprietà del raccoglitori di dati fondamentali è possibile definire un'immagine/logo. Aprendo il dialogo d'import in "immagine/logo", si possono assegnare i file d'immagini in formato "*.svg“, „*.ico“ e „*.png“. Avendo selezionato un file, si vede subito nella previsione dopo aver confermato. Con l'icona per cancellare si può eliminare l'immagine. Se non è stato/a assegnato/a nessun/a logo/Immagine si usa il simbolo standard di SEMA per il raccoglitore di dati fondamentali.
    In "file allegati" è possibile allegare al raccoglitore fondamentale qualsiasi allegato, come ad esempio un progetto SEMA, delle impostazioni SEMA, dei documenti OFFICE, dei documenti PDF e quant'altro. In caso di necessità, questi si possono aprire/caricare con un clic.
    Nel campo "informazioni" si possono scrivere altre informazioni. Ad esempio un commento del costruttore, una cronologia, varie modifiche, ecc... In questo campo si possono usare anche degli iperlink (internet) in modo tale, ad esempio, da rimandare ad un sito.
    L'immagine/il logo ora viene indicata davanti al nome del raccoglitore nel menu "cambiare raccoglitore fondamentale" nella gestione dei dati fondamentali e con il comando di creazione in "selezione dei raccoglitori di dati fondamentali di cui si offrono i contenuti". Nei dati fondamentali "raccoglitore fondamentale", "indicare il logo con il cambio" accanto a "standard" è possibile mettere questa immagine/questo logo a "grande" oppure "no" . Selezionando l'ultima, vuol dire che viene indicato solo il nome del raccoglitore. <Filmato - Innovazioni raccoglitore fondamentale e SEMA data store>
  • Sono state integrate altre funzioni e possibilità d'inserimento nella versione 19-2 per continuare a perfezionare il lavoro con le indicazioni utente. Nella prima cartella delle indicazioni utente, in "evento" oltre alle quattro opzioni esistenti (informazione, avviso, punto forte e compito) è stata messa a disposizione la selezione "annotazione". Selezionando una tale annotazione, è possibile definire un testo a piacere nello stato dell'evento. Per riconoscere direttamente le annotazioni, le indicazioni utente vengono rappresentate come cerchio blu con un punto esclamativo nel progetto. È nuovo anche il campo "modificare". Qui si può depositare chi ha generato l'indicazione utente In questo si trova la nuova opzione "scadenza". Cliccando sul campo vuoto oppure sui tre punti, si apre un calendario. Con le frecce nella parte superiore si può passare da un mese all'altro. Cliccando sul mese/anno attuale nella parte superiore, si apre la selezione di tutti i mesi in modo che si possa navigare più velocemente. Con un'altro clic sull'anno si può passare rapidamente ad un anno qualsiasi. Avendo selezionato il rispettivo anno ed il mese, si può riprendere nell'indicazione utente la data di scadenza cliccando doppiamente sul giorno desiderato. Inoltre è stato integrato il campo "priorità", in cui si può depositare un testo libero.
    È stata rivalutata notevolmente anche la seconda cartella del dato fondamentale. La storia dell'edizione è stata divisa in due parti. Redigendo un commento nella parte inferiore e riprendendolo con la freccia in basso a destra, questo appare nella parte superiore. Con il testo si documentano automaticamente il nome dell'utente creante, la data e l'orario. Si può aprire la gestione delle registrazioni storiche usando la ruota dentata in basso a sinistra. Lì si possono modificare il nome dell'utente ed il colore del nome dell'utente. In più si possono far rientrare delle registrazioni individuali e rappresentare automaticamente a colori le registrazioni di altri utenti. Essendo un'altro utente ad aprire una tale indicazione utente ed a perfezionare la storia, saranno rappresentati sotto il suo nome di utente tutti i suoi commenti. Così è possibile verificare precisamente quale utente ha fatto quale annotazione nella storia e in quale momento.
    Avendo creato un'indicazione utente in un progetto, da subito è possibile creare una cosiddetta visione utente nella rappresentazione 3D. Con questa possibilità è possibile assegnare qualsiasi prospettiva di progetto ad un'indicazione utente e richiamarla in ogni momento. Per definire una tale visione bisogna selezionare un'indicazione utente esistente nel centro di controllo. Con un clic destro su questo si può creare una visione utente. Sotto l'indicazione utente selezionata si genera poi nel centro di controllo la prospettiva creata. Selezionando una tale visione, si rappresenta la visione 3D nella parte inferiore del centro di controllo in "informazioni supplementari" nel tab "snapshot". Inoltre con un clic destro sulla visione utente è possibile modificare il nome. Eseguendo un clic doppio sulla visione utente, il programma passa completamente in automatico alla rappresentazione 3D ed illustra precisamente la prospettiva in cui è sta definita la visione.
  • Al fine di conservare l'area zoom dopo un cambio del piano si può usare la combinazione di tasti Ctrl+immagine su/immagine giù. È possibile ottenere questo comportamento, se con il tasto Ctrl premuto si usano le icone per sfogliare tra i piani.
  • Adesso è possibile esportare ed importare le indicazioni utente come file BCF. A tale scopo è stato aggiunto l'import ed export BCF al centro di controllo nella barra di simboli superiore. Inoltre eseguendo un clic destro su una determinata indicazione è disponibile l'export. Attualmente si possono esportare i file BCF in formato 2.0 e 2.1. A partire dalla versione 2.1, ad esempio, è possibile esportare anche la data di scadenza stabilita nell'indicazione utente. Per mezzo del formato BCF si possono scambiare collisioni, compiti e annotazioni, se vi sono vari programmi ed operati che comunicano insieme su un progetto tramite IFC.

Rappresentazione 3D Visualizzazione

  • Per valorizzare ancora di più dal punto di vista ottico la visualizzazione nel programma SEMA si sono integrate delle testure di legni nuove nella versione 19-2. Ai dati fondamentali in visualizzazione/oggetti 3D, testure, si sono aggiunte le seguenti testure nella cartella "legno":
    Con le testure "abete rosso 01 SEMA" e "abete rosso 01 BN SEMA" si disegnano perfettamente i legnami di abete rosso. Si mettono delle testure diverse per la parte superiore ed inferiore come anche per la parte sinistra e destra, in modo tale da garantire una rappresentazione al più realistica possibile. Si evitano al massimo le ripetizioni di venature, in modo che nessun legno assomigli all'altro. BN significa bianco/nero. Con queste testure si possono visualizzare perfettamente i legnami verniciati impostando il colore desiderato. Inoltre si sono integrate le testure "abete rosso 02 SEMA" e "abete rosso BN SEMA" con cui è possibile rappresentare i legnami di abete rosso grezzi da sega.
    Con le testure "legno massiccio 01 SEMA e "legno massiccio 02 SEMA" si disegnano al meglio possibile le pareti in legno massiccio ed i solai in legno massiccio.
    „LML 01 SEMA“ e „LML 01 BN SEMA“ sono testure realistiche per legnami in legno lamellare. In questo contesto si sono adattate le testure frontale e latrale in modo che corrisponda perfettamente la direzione di venatura dei legnami incollati.
    Nella cartella "rivestimento" si sono integrate le testure "ScanLing 01 SEMA" e "ScanLing 01 BN SEMA" per la rappresentazione di tavole con scanalatura e linguetta. Per creare un rivestimento grezzo di sega più reale possibile si è integrata la testura "grezzo di sega 01 SEMA".
    I dati fondamentali e le impostazioni di colori forniti da SEMA sono stati adattati in modo che si possano utilizzare le nuove testure legno in ogni luogo. Per lavorare con le nuove testure anche nei progetti di costruzione esistenti, è possibile prendere le testure nelle impostazioni di colori semplicemente con il pulsante "standard". Grazie alle nuove testure i componenti in legno hanno un effetto ancora più realistico nella rappresentazione testurata 3D. Con la rappresentazione foto-realistica è possibile poi visualizzare perfettamente il progetto. <Filmato - Innovazioni raccoglitore fondamentale e SEMA data store>

PIA, CAD, QUO, MCAD

  • Si sono ampliati sia l'autoquotatura per la visione di parete che gli elementi di tetto e solaio nell'ambito dei legnami. Finora nella prima cartella dell'autoquotatura nei legnami si riusciva a decidere se si dovevano quotare o meno i legnami orizzontali. Nella versione 19-2 ora è possibile selezionare addizionamene se si devono quotare automaticamente solo i legnami verticali oppure i legnami verticali ed orizzontali.

Disposizione di puntoni

  • È stato ottimizzato ed ampliato fondamentalmente il comando di lavorazione "perforare" per tutti i componenti in legno della disposizione di puntoni, per i legnami di pareti e solai, e per i legnami 3CAD.
    Adesso è possibile perforare tutti i componenti in legno in ogni piano di disegno, in sezione o nella visione. Sono disponibili come al solito le istanze "casello", "forma libera" e "oggetto" con le varie forme di inserimento.
    La perforazione crea una lavorazione sul componente in legno che può essere indicata nel modo dettaglio. In caso di necessità si può anche evidenziare e cancellare.
    Queste lavorazioni nuove agiscono sempre su tutti i componenti evidenziati e escludono queste completamente nel senso di perforazione Così si possono perforare in una volta anche più componenti evidenziati.
    Modificando in seguito la profondità dei componenti si adattano anche le lavorazioni nel senso di perforazione. Essendo le lavorazioni riferite al componente, queste accompagnano i vari comandi per posizionare, copiare e specchiare.
    Per non generare lavorazioni superflue nel progetto, si cancellano automaticamente le lavorazioni che non colpiscono il profilo
    Con la perforazione "nuova" si creano automaticamente tagli, intestature, incastri, tasche, profili e forature che vengono trasferite al programma elementi pronte per la macchina.
    Con il pulsante delle opzioni "perforare con lavorazioni/perforare con profilo (Alt+2)" si può cambiare il metodo di perforazione attuale. Qui si possono perforare i componenti solo ad angolo retto rispetto al piano di creazione. Si crea un profilo esterno, il quale, se possibile, viene trasformato in un incastro o un intestatura quando si esegue l'export alla macchina. Inoltre è ancora disponibile l'opzione "ritagliare forma (Alt+1)". In più si può attivare il solito inserimento della distanza.
    Come alternativa alle lavorazioni 3CAD con il nuovo comando di perforazione è possibile elaborare molto comodamente delle forme di perforazione, dalle quali vengono create delle lavorazioni pronte per la macchina, a seconda della forma. Così si possono creare in modo facile ed intuitivo sui componenti in legno altri incastri, perforazioni, intaccature, forature o forme ornamentali. <Filmato - Perforazione di legnami in tutti i piani>

Parete Solaio

  • Per continuare a semplificare la progettazione elettrica nel SEMA è stata sviluppa una cosiddetta combinazione elettrica. Con questo comando nuovo è molto facile inserire rapidamente i più svariati inserti elettrici come prese, interruttori oppure anche un termostato potendo combinare questi inserti a piacere l'uno con l'altro. Nei dati fondamentali sono offerti degli inserti elettrici nelle più svariate versioni. Questi sono preparati perfettamente per essere rappresentati sui progetti e nella visualizzazione 3D.
    La combinazione elettrica è composta dai due nuovi dati fondamentali "inserto elettrico" e "container-elettrico".
    L'inserto elettrico riguarda la foratura, le simboliche nella vista dall'alto e nella visione e la rappresentazione 3D della singola presa.
    Nella prima cartella dell'inserto elettrico si definisce la lavorazione MCAD per l'inserto. A ciò sono disponibili dieci rimandi che possono essere combinati fra di loro. Per mezzo di un pulsante si possono aprire come al solito le opzioni ampliate per le lavorazioni MCAD. In queste ora è possibile definire qualsiasi punto di riferimento anche per i componenti MCAD. Sono disponibili la quota superiore e la quota inferiore del corrente superiore ed inferiore, e 9 punti per l'inserto elettrico stesso. Al fine di posizionare ad esempio il foro per una presa elettrica si dovrebbe selezionare per il foro MCAD il punto centrale dell'inserto elettrico. Sulla parte destra si possono selezionare come al solito un nome e dei parametri per il comportamento dei componenti. È nuova l'impostazione „dipendente dall'adduzione“ che determina se la lavorazione MCAD nella combinazione elettrica, a seconda dell'impostazione, va creata sopra o sotto, specchiata o sulla parte giusta. Un esempio per questo sarebbe una presa di rete che crea una fresatura nel corrente superiore o nel corrente inferiore dopo Inoltre sono disponibili come finora le impostazioni per il controllo ottico in modo tale da poter verificare il comportamento dei componenti MCAD. Anche qui è nuovo il controllo per il comportamento dell'adduzione in alto e in basso.
    Nella seconda cartella si possono assegnare finanche dieci rimandi per la simbolica della vista dall'alto. Con i 15 punti di riferimento diversi si può definire un simbolo di pulsante in modo tale che questo venga sistemato sempre sullo strato più interno o più esterno di una parete.
    Nella terza cartella sono disponibili dieci rimandi per la simbolica visione di un inserto elettrico. Analogamente alla prima cartella sono disponibili 21 punti di riferimento diversi da poter scegliere.
    Nella quarta cartella "3D" si possono rimandare finanche dieci oggetti 3D diversi. In questo contesto il programma sistema gli oggetti 3D sempre sul punto centrale dell'inserto elettrico ed anche sempre sullo strato più esterno o più interno di una parete. Nei dati fondamentali in "visualizzazione/oggetti 3D" nel raccoglitore "vari oggetti 3D", "elettricità nel raccoglitore subordinato "inserti" sono già disponibili degli oggetti predefiniti. Lì si trovano pulsanti, indicatori di movimento, varie prese, un termostato e molti altri oggetti 3D.
    Nella quinta cartella "ottica" si determina la parete di previsione per l'inserto elettrico. La parete di previsione facilita il posizionamento delle lavorazioni e l'inserimento dei punti di riferimento per le simboliche della visione e della vista dall'alto.
    Nell'ultima cartella "LM" si possono depositare dei dati rilevanti per la distinta del materiale.
    Il container elettrico è competente per la lavorazione dell'intera combinazione elettrica, come anche per la rappresentazione della cornice in cui si sistemano automaticamente gli inserti elettrici. Naturalmente è possibile assegnare al container elettrico delle simboliche della visione e della visione dall'alto. Le prime tre cartelle del container-elettrico sono strutturate come quelle dell'inserto elettrico. Se, ad esempio, una combinazione di prese ed interruttori per la luce devono creare una lavorazione di fresa nel corrente, questo dovrebbe essere definito nella prima cartella. Nella seconda e terza cartella si possono assegnare delle simboliche per la vista e la vista dall'alto.
    Nella quarta cartella si possono combinare finanche 24 lavorazioni MCAD. La differenza dalla prima cartella è che non si possono selezionare dei punti di riferimento liberi, ma le lavorazioni MCAD partecipano alla sporgenza della combinazione elettrica. Qui, ad esempio, si potrebbe definire un'area bloccata per l'intera combinazione elettrica sulla macchina.
    Nella quinta cartella "3D" si possono combinare di nuovo dieci oggetti 3D l'uno con l'altro. Qui è previsto l'oggetto 3D per la cornice in cui in seguito vengono sistemati automaticamente gli oggetti 3D dell'inserto elettrico. Naturalmente anche qui sono già disponibili le cornici-3D nei dati fondamentali in "visualizzazione/oggetti 3D" nel raccoglitore "altri oggetti 3D", "elettricità" nel raccoglitore subordinato "cornice". Nell'ultima cartella "ottica" si definisce la parete di previsione per il container, come anche nell'inserto elettrico.
    Il terzo dato fondamentale nuovo è la combinazione elettrica, la quale può essere richiamata nella selezione del programma in pareti e profilo di parete. Nella combinazione elettrica si riuniscono gli inserti elettrici e container elettrici predefiniti e quindi possono essere creati in un corpo di parete.
    Nella prima cartella della combinazione elettrica si deve definire prima il numero (1-5) e l'ordine di sistemazione (orizzontale o verticale) degli inserti. Questi due valori poi determinano quali inserti vengono combinati nella seconda cartella e quale container elettrico nella terza cartella.
    Nella seconda cartella va inserita prima la distanza degli inserti elettrici, la quale si misura da asse ad asse. In seguito sono disponibili cinque rimandi per inserti elettrici. Lì si possono depositare ad esempio degli inserti elettrici per un varia-luce, un interruttore della luce e tre prese. Scegliendo nella prima cartella un numero di tre inserti, si usano gli inserti elettrici del rimando uno, due e tre. Quindi una combinazione di varia-luce, interruttore della luce ed una presa. Aumentando il numero a 4 nella prima cartella, vuol dire che la combinazione è composta da varia-luce, interruttore della luce e due prese. Se il numero corrisponde a 2 risulta una combinazione di varia-luce ed interruttore.
    Nella terza cartella viene coinvolto il relativo rimando, in modo altrettanto adatto al numero degli inserti. In questo contesto oltre al numero degli inserti si distingue tra ordine di sistemazione orizzontale o verticale. Questa distinzione ha il vantaggio che nel caso di combinazioni elettriche sistemate in verticale è possibile depositare altre lavorazioni, rispetto a quelle sistemate in orizzontale. Un esempio sarebbe quello che una combinazione orizzontale composta da quattro inserti dovrebbe creare un'altra lavorazione sul corrente inferiore rispetto ad una combinazione verticale composta da due inserti. Nel caso di una "combinazione a 1" però non si distingue tra orizzontale e verticale. In entrambi i casi si usa il primo rimando (combinazione a 1).
    Inoltre nella prima cartella le impostazioni "altezza di inserimento", "riferimento di altezza" e "offset di altezza" determinano la posizione della combinazione elettrica. In questo contesto l'altezza si riferisce al centro dell'asse dell'inserto elettrico selezionato. Quale inserto elettrico viene preso per l'inserimento di altezza può essere definito nell'impostazione "riferimento di inserimento". Così, ad esempio, nel caso di una combinazione verticale si può apportare l'altezza al secondo inserto sempre da sopra. Per avere un controllo ottico il riferimento di altezza selezionato viene messo in risalto con un punto rosso sempre nell'immagine dati. Determinando la "posizione" si definisce se la combinazione elettrica va creata sulla parte destra o sinistra di una parete. Con l'opzione "adduzione" si può determinare la posizione delle lavorazioni MCAD sul corrente superiore, corrente inferiore o su tutti e due. Inoltre si può determinare se la combinazione elettrica va creata automaticamente anche nelle pareti parziali o meno. L'ultima impostazione "tipo" definisce l'attribuzione per l'autoquotatura nella visione della parete. Per una migliore distinzione invece di quattro tipi come finora (A,B.C e D) ce ne sono quattro alti (E, F, G, e H). Naturalmente questi quattro rimandi si sono aggiunti anche all'autoquotatura.
    Nella quarta cartella si possono assegnare come al solito le sporgenze di strato nel rispettivo strato per la combinazione elettrica. È nuovo pero che le lavorazioni MCAD vengono create dalla cartella "MC" nel container elettrico anche se nella colonna "creare" è stato scelto "no".
    Nella cartella dell'ottica si può assegnare nei dati fondamentali una parete di previsione per la combinazione elettrica. Nella cartella supplementare è possibile depositare qualsiasi commento e nell'ultima cartella della distinta del materiale i dati rilevanti per la lista. Con un trasferimento alla distinta del materiale le combinazioni elettriche, ovvero i loro inserti oppure oggetti 3D ricevono naturalmente il numero di tetto-parete-solaio appartenente (VNR) e la cornice adatta.
    Con l'inserimento di una combinazione elettrica non si deve che definire una parete d'inserimento, il punto di riferimento ed una distanza. Volendo cambiare la posizione della combinazione, lo si può fare con l'opzione in basso a destra (cambiare simbolica vista dall'alto ed effetto (Alt1)).
    Naturalmente il gruppo "elettricità" è stato aggiunto anche alle impostazioni di indicazione (F7) in pareti. Lì si possono inserire i valori di componente e la rappresentazione per la vista dall'alto e la visione.
    All'autoquotatura per la vista dall'alto della parte e la vista della parete si è aggiunta altrettanto l'opzione "elettricità". Lì si può scegliere se vengono quotati la larghezza, il centro, il riferimento d'inserimento o tutti gli assi della combinazione elettrica. In modo tale da poter quotare rapidamente anche a mano le combinazioni elettriche per mezzo del punto d'intersezione o le quotazioni per area, si è aggiunto il componente "elettricità" al menu di selezione del componente
    Grazie a tutte queste innovazioni è possibile creare rapidamente delle installazioni elettriche, si possono adattare facilmente alla costruzione e si può ridurre in modo notevole il nume dei dati fondamentali e controllare tutto perfettamente nel 3D. <Filmato - Combinazioni elettriche costruttive e visuali>
  • Nella cartella "MC" del container-componenti e container-elettrico da subito viene indicato nello Hint lo strato in cui si crea l'MCAD. Così per questo non bisogna più aprire appositamente le opzioni avanzate (ditta Lutter)
  • Per la numerazione automatica delle pareti è disponibile da subito una lunghezza di passo. Così è possibile numerare le pareti in automatico e in modo più individuale.
  • Per "numero progressivo" oltre al "componente numero" sono disponibili ancora "denominazione", "annotazione", "descrizione", "codice articolo", "pacchetto", "libero 1-15", "tipo1" e "tipo2". Così oltre al "componente numero" si possono riempire progressivamente anche i campi della cartella LM.

Coperture Parete Solaio

  • Per gli elementi di pareti, tetto e solaio come anche per le coperture da subito si possono predefinire nella cartella "varie" i dettagli per la produzione. Così si può determinare se il profilo esterno del rispettivo strato nel programma elementi va lavorato o meno. (ditta Gumpp & Maier)

Legname di parete e solaio

  • È stata realizzata la possibilità di spostare una simbolica laterale o frontale per i legnami usando il comando "spostare valori". (ditta PCL)
  • Da subito è possibile spostare le simboliche frontali e laterali dei legnami, indipendentemente dalla vista dall'alto e la visione, usando il comando "spostare valori". (ditta PCL)
  • Si sono perfezionati la copia e l'inserimento di una vista dall'alto della parete con simbolica dei lati. (ditta PCL)

Lamiera

  • È stato realizzato il comando di lavorazione "dividere/unire" per tutti i componenti in lamiera. Con questa innovazione è possibile unire/dividere i componenti in lamiera nel 23 e 3D. Evidenziando un componente in lamiera ed eseguendo il comando di lavorazione "dividere/unire" (Ctrl+T), sono disponibili nello spazio inserimento quattro varianti del comando. Si può scegliere tra queste usando un menu di selezione. La prima variante è la "lunghezza di giunto" Si può digitare una lunghezza direttamente nel campo delle cifre oppure prendere con il mouse un punto qualsiasi nel disegno. La lunghezza di giunto parte sempre dall'inizio del componente in lamiera.
    Con la seconda variante "lunghezza massima" si divide il componente in un numero massimo di componenti uguali senza superare il valore definito (lunghezza massima).
    Con la variante 3 "lunghezza fissa" si divide il componente in modo fisso con il valore inserito. Alla fine del componente risulta un componente con una lunghezza residua.
    L'ultima variante "numero di pezzi" divide il componente relativamente in tanti componenti uguali.
    Con il comando "dividere/unire" è stato realizzato un'altro comando di lavorazione per i componenti in lamiera. <Filmato - Innovazioni lamiera>
  • Adesso è possibile archiviare e definire i componenti in lamiera in qualità di componente. Evidenziando più componenti in un piano di disegno, questi si possono archiviare come componente usando il comando di lavorazione "componente" - "definire". Se si ritorna a salvare un componente nei dati fondamentali, con "componente" - "inserire" è possibile usarlo quante volte si vuole e in qualsiasi progetto. I componenti si possono comportare anche in modo variabile riguardo a lunghezza e larghezza, a seconda di come sono stati definiti. Per archiviare ed inserire il componente sono disponibili le solite forme di inserimento. È possibile archiviare insieme in un componente i componenti che coprono tutta la superficie ed i profili a spigoli. Inoltre è possibile mettere una divisione in un componente. A questo scopo non bisogna evidenziare i componenti della divisione ma la presa della divisione. I componenti possono essere definiti negli strati di parete, strati di tetto e nei piani di costruzione Gli esempi per i componenti con elementi in lamiera sono rivestimenti di finestre o incastonature di camini. Per prima cosa bisogna creare i componenti in lamiera necessari, ad esempio intorn ad una finestra, con tutte le intersezioni, sporgenze e rientranze. In seguito si evidenziano tutti i componenti che fanno parte di questo componente di finestra e si esegue il componente di lavorazione "componente" - "definire". Adesso con la forma di inserimento "rombo" si clicca con 3 punti il profilo della finestra in larghezza e lunghezza confermando poi con "OK". Adesso si aprono i dati fondamentali nel gruppo "coperture" - "componente in lamiera - componenti" Si può archiviare il componente con un nome qualsiasi. Adesso si può creare il componente su diverse finestre. Le lunghezze si adattano automaticamente. Le intersezioni e sporgenze vengono conservate costantemente.
    Avviso: I componenti in lamiera possono essere inseriti esclusivamente nello strato in cui sono stati definiti. Definendo, ad esempio, un componente in un piano di costruzione, si può inserire questo componente solo in un piano di costruzione. Se si definisce un componente multistrato in una parete, ad esempio negli strati R3, R4, R5, questo componente può essere inserito solo in una parete con lo strato R3, R4, R5. Se non esiste lo strato destinatario, appare il messaggio di avviso.
    Con l'ampliamento di questa tecnologia approvata sui componenti in lamiera è facilissimo archiviare diversi componenti in lamiera, ad esempio per le aperture e di re-inserirli in caso di necessità.
  • Per numerare i componenti in lamiera, ad esempio, per un piano di posa, si sono ampliati sui componenti in lamiera i comandi di lavorazione "numero automatico" e "numero progressivo". Per poter selezionare la funzione nuova, bisogna prima evidenziare un componente di lamiera. In seguito si può richiamare la nuova funzione attraverso "varie", "numero automatico" o "numero progressivo" ed il comando si avvia nello spazio inserimenti in basso.
    Selezionando "numero automatico" si stabilisce il numero iniziale desiderato nello spazio inserimenti. Con il "numero automatico" si genera il numero di componente (F7, tetto/parete/solai, coperture, generalità, numero di componente). Questo numero può contenere anche degli elementi di testo. È importante che l'ultimo elemento del testo sia una cifra. Nel prossimo campo bisogna definire una lunghezza di passo. Questa lunghezza del passo poi viene moltiplicata per il valore definito precedentemente. Nell'ultimo campo si definisce il punto iniziale. Nel menu di selezione si può scegliere tra "sinistra" e "destra". La numerazione inizia a sinistra od a destra, secondo l'impostazione. Confermando l'inserimento con ENTER si numerano i componenti in lamiera dello strato attuale in modo automatico e su tutte le divisioni.
    Con la selezione "numero progressivo" è necessario che si stabilisca nello spezio inserimenti in "selezione" che cosa di preciso bisogna numerare a mano. Oltre a "numero di componente" sono disponibili ancora "denominazione", "annotazione", "descrizione", "codice articolo", "pacchetto""libero 1-15", "tipo1" e "tipo2". Così oltre al "numero di componente" si possono riempire progressivamente anche la cartella LM campi. Selezionando ad esempio il "numero di componente", si può definire un valore nel prossimo campo. Questo può essere un numero oppure anche un elemento di testo con numero. Anche qui è importante che l'ultima cifra sia un numero. Nell'ultimo campo si definisce la lunghezza di passo. La lunghezza di passo poi viene sommata con il valore definito in precedenza. In seguito si cliccano con il mouse i componenti nell'ordine desiderato. In questo contesto il nome nuovo è indicato sempre nell'avviso del componente del mouse. Così si vede subito quale numero sarà il prossimo ad essere assegnato.
  • Nell'editore del profilo alla linguetta si è aggiunta l'impostazione della forma "aperta" e "chiusa". Se nell'editore del profilo si sceglie la forma di linguetta "aperta", si potrà stabilire un'apertura. L'inserimento dell'apertura è la luce tra i due spessori di lamiera. <Filmato - Innovazioni lamiera>
  • Per i componenti in lamiera è stato abilitato nella cartella "ottica" in "riempimento/campione riempimento" il campo di rimando per riempimenti nella visione. Adesso in questo campo di rimando si possono assegnare dei tratteggiati/riempimenti. Generalmente questo riempimento/tratteggiato viene indicato nello sviluppo. L'impostazione per questo si trova rispettivamente nelle regolazioni di indicazione (F7) in "tetto/parete/solaio" - "coperture" - "coperture lamiera" e "profili in lamiera spigolati" Nel campo "rappresentazione" è stata introdotta la nuova opzione "tratteggiare profili in lamiera". Con il menu di selezione si può decidere se il riempimento/tratteggiato va disegnato solo nello sviluppo, solo nella costruzione o nello sviluppo e nella costruzione. Con queste impostazioni possibili si riesce a decidere in maniera individuale come va integrato il riempimento/il tratteggiato nel lavoro quotidiano. Nei dati fondamentali di lavoro della versione 19-2 tutti i componenti in lamiera sono forniti con un rimando ad un riempimento/tratteggiato.
  • Siccome lo spessore della lamiera deve essere superiore al raggio di piega, il quale risulta dalle impostazioni (accorciamento di piega e resistenza del materiale), si è implementata un'indicazione. Non soddisfacendo questa condizione, si corregge temporaneamente il raggio di piega per il conteggio interno e si colora automaticamente in rosso lo spessore della lamiera nel dato fondamentale. <Filmato - Innovazioni lamiera>

Scale

  • Alle alzate si sono aggiunti dei collegamenti ad angolo retto per gli "spigoli a sinistra" e "spigoli a destra". Con questi nuovi collegamenti si semplifica la produzione delle alzate, in quanto non bisogna che produrre tagli ad angolo retto invece di tagli a smusso. Così l'alzata può essere tagliata semplicemente a lunghezza, usando una sega.
    Nella cartella "alz"(dati generali riguardo all'alzata", oltre alle formazioni di alzata conosciute "acuto" e "mortasato" sono disponibili i nuovi collegamenti "angolo retto min", "ang.ret. asse". e "ang.ret max". Essendo l'alzata mortasata in un pezzo opposto, ad esempio in un fianco, vuol dire che il valore inserito determina la profondità in "profondità mortasa alzate" per il rispettivo componente. Il valore viene misurato rispettivamente ad angolo retto rispetto al pezzo opposto.
    Con „ang.ret min“ si mortasa l'alzata almeno del valore indicato e con „ang.ret. max" al massimo del valore inserito.
    Nel caso di "ang.ret. asse" la profondità si riferisce all'asse dell'alzata.
    Vi è lo stesso comportamento se per l'alzata stessa si assegna un accorciamento, soltanto che poi le alzate si ricalcolano dal pezzo opposto o dall'elemento di marcia. <Filmato - Dettagli di collegamento>
  • Con la possibilità di assegnare un tipo finale per un'alzata adesso è disponibile una varietà di collegamenti possibili tra alzata e pedata. Ora nella serie di dati dell'alzata si può selezionare nella cartella "col" (tipi di collegamento delle alzate) il "tipo finale sopra", il "tipo finale sotto" ed il "tipo finale totale". Il "tipo finale sopra" ed il "tipo finale sotto" si riferiscono sempre alla superficie di collegamento del rispettivo tipo di collegamento tra alzata e pedata. Il "tipo finale totale" è previsto per i sistemi di collegamento che dipendono dall'altezza di salita e dallo spessore delle pedate, come è necessario per le scale di struttura portante a risiego.
  • Ora nello sviluppo totale della scala si può selezionare accanto all'istanza conosciuta "modificare spline tavola", che si ottiene con il comando della posizione, la nuova istanza "modificare curvatura tavola". Con questa funzione si possono raddrizzare delle parti di un componente di tavola, oppure si crea una piega di componente con due linee rette successive
    Come al solito si apre lo spazio inserimenti con la richiesta "da" quale punto "a" quale punto bisogna adattare la curvatura. Sull'indicatore del mouse si vede se ci si trova sulla parte inferiore o superiore del componente. Con il primo clic del mouse (da) sulla posizione desiderata si determina l'inizio, con il secondo clic del mouse (a) la fine dell'area desiderata in cui deve avvenire un adattamento. Essendoci nell'area selezionata un inizio o una fine di un componente, viene chiesto se si deve adattare il "centro", lo "inizio" o la "fine". Si può o selezionare e confermare questo nello spazio inserimenti, oppure si seleziona con un clic del mouse la posizione da modificare. Lo spline ora è agganciato all'indicatore del mouse e può essere riposizionato.
    Ci sono altre due opzioni per trasferire lo Spline modificato sullo stesso componente oppure su altri componenti.
    L'opzione „calcolare in parallelo lo spigolo opposto“ trasferisce l'adattamento di Spline allo spigolo di componente opposto. Qui si fa attenzione che si rispetti il parallelismo nell'area modificata.
    Con l'opzione „, adattare componenti/curvature dipendenti“ si può trasferire la curvatura agli altri componenti (corrimano e corrente). Qui è importante che per questi componenti nella serie di dati del componente, sia definito anche lo "spigolo di riferimento" giusto per il calcolo della curvatura, come ad esempio lo "spigolo superiore fianchi"- Essendo lo "spigolo di riferimento", ad esempio, impostato su spigolo anteriore pedata, vuol dire che questa opzione non ha effetto.
    Per indietreggiare uno Spline modificato allo Spline calcolato originariamente ci sono nello spazio inserimenti le opzioni „indietreggiare spigolo inferiore a originale“ e "indietreggiare spigolo superiore a originale" da poter selezionare. Per eseguire questo si evidenzia il componente desiderato e si sceglie la rispettiva opzione con un clic del mouse. <Filmato - Dettagli di collegamento>
  • Adesso è possibile utilizzare il comando di lavorazione "perforare" per tutti i componenti della scala.
    I componenti della scala possono essere perforati nello sviluppo, nella sezione o nella visione. Come al solito sono disponibili le istanze "casello", "forma libera" e "oggetto" con le forme di inserimento consuete. Inoltre è possibile usare le opzioni "ritagliare forma (Alt+1" e l'inserimento della misura di spostamento.
    La perforazione crea una lavorazione sul componente, la quale può essere indicata nel modo-dettaglio-oggetto, e in caso di necessità può essere anche evidenziata e cancellata.
    In questo contesto queste nuove lavorazioni agiscono sempre su tutti i componenti evidenziati e li escludono completamente in senso di perforazione. Così è possibile perforare in una volta anche più componenti evidenziati. Modificando successivamente lo spessore dei componenti, si adattano anche le lavorazioni in senso di perforazione.
    Se le perforazioni colpiscono il profilo esterno di un componente, con l'export alla macchina si cerca di integrare la lavorazione nel profilo esterno Creando delle perforazioni all'interno di un componente, saranno esportate alla macchina in qualità di foro o tasca. <Filmato - Perforazione di componenti della scala in tutti i piani>

Dati fondamentali componenti programma

  • Ai dati fondamentali nell'ambito delle costruzioni in acciaio si sono aggiunti i profili UPE. A ciò si è aggiunta l'opzione "tipo" ai dati fondamentali di profili C nella cartella "cmp". Qui si può impostare se si deve usare un profilo-UPN con le superficie di flangia inclinate o un profilo-UPE con le superfici di flangia parallele. Nei dati fondamentali l'acciaio C è stato suddiviso in due gruppi subordinati: profili UPE e profili UPN. I dati fondamentali possono essere presi dai dati fondamentali originali.

Elementi individuali

  • Adesso nel menu "export ad una macchina di lavorazione elementi" si può selezionare l'export ad una WALL-Master (WAM) di Hundegger. Si sono messe a disposizione "regolazioni generali" individuali per la macchina.

Import/export IFC

  • Al dialogo-import IFC si sono aggiunti una grafica di previsione, un sistema di coordinate avanzato, una colorazione dipendente dal tipo di componente ed una ramificazione IFC. Importando un file IFC o tirandolo con drag & drop nel programma SEMA, si apre il dialogo import. Si genera immediatamente una grafica di previsione del file IFC. Nel bordo inferiore del dialogo si vede una barra di progresso che indica quanto dura la creazione della previsione. Con le solite funzioni-zoom si riesce a controllare il modello 3D già prima dell'import. Nell'immagine di previsione sono indicati l'origine (lettera O) ed il punto zero del progetto (lettera P). Attraverso una superficie quotata e celeste si vede l'estensione del progetto. Sul bordo destro del menu d'import sono elencati i piani del modello IFC. Nell'ambito dei "tipi di componenti" sono elencati tutti i tipi di componenti IFC del progetto con il rispettivo numero. Togliendo un segno in quest'area, vuol dire che la previsione si aggiorna automaticamente si chiudono in dissolvenza i relativi piani o tipi di componenti e si escludono dall'import. Per creare un certo quadro riepilogativo nella grafica, si è dato un colore ai gruppi di componente IFC. Così, ad esempio, vengono rappresentati in marrone chiaro tutti gli elementi (IfcBeam, IfcColumn, IfcMember), in rosso i tetti (IfcSlapRoof, IfcRoof) e in blu tutti gli elementi dell'impianto di ventilazione (IfcDistributionElement, IfcFlowFitting, IfcEnergyConversionDevice, ecc.) Dopo l'import gli elementi mantengono il loro colore, se non vengono trasformati direttamente in componenti SEMA.
    Nella parte inferiore del dialogo-import vengono indicati i sistemi di coordinate. Ci sono tre sistemi fondamentali: „coordinate di progetto“ (P), „coordinate di terreno (S)“ e „coordinate d'edificio (B)“. Queste diventano attive e selezionabili, a seconda di quale sistema di coordinate si definisce. Se non va bene nessuno dei tre sistemi fondamentali si può posizionare un punto zero definito individualmente passando per "coordinate libere". Selezionando il sistema di coordinate libero, bisogna definire con il mouse un punto originario nella previsione. Per selezionare un piano di riferimento bisogna cliccare una superficie. Dopodiché si stabilisce una direzione (da sinistra a destra o da destra a sinistra) e si conferma con Enter. Risulta un nuovo punto di riferimento (F) nel disegno. Se vi sono alcuni punti di riferimento nella previsione, quello selezionato attualmente viene indicato con il colore magenta. I punti di riferimento disattivi sono disegnati in bianco. Premendo il "tasto spazio" si possono spostare rispettivamente l'origine ed il piano di riferimento con angolo e lunghezza e con i valori X e Y. Esportando questo file dal SEMA si ritorna a calcolare il punto di riferimento messo liberamente fino al punto di riferimento del progetto. Così è possibile adattare perfettamente il punto di riferimento per il lavoro con il SEMA.
    Usando il pulsante "proprietà" al bordo inferiore del dialogo si possono assegnare globalmente delle proprietà ai campi delle relative cartelle LM, come nella versione precedente. Con il pulsante "importare oggetti" si avvia l'import. Lo stato dell'import viene indicato di nuovo con la barra progressiva al bordo inferiore del dialogo. Dopo l'import si può richiamare con questo pulsante il protocollo dell'import. Con il pulsante "creare ramificazione" si crea una ramificazione IFC nel progetto. Con questa funzione il file IFC non viene importato come tale, ma come oggetto 3D. La ramificazione IFC è suddivisa i piani e quindi può essere chiusa e aperta i dissolvenza anche per piano. Una volta creata una ramificazione IFC nel SEMA, questa viene indicata nelle impostazioni di indicazione (F7) in "3CAD" - "ramificazioni IFC". La lista delle ramificazioni IFC in F7 è variabile e si adatta al numero delle ramificazioni. Queste si possono attivare come al solito a parte rispettivamente per la vista dall'alto, la visione e la rappresentazione 3D
    Alla gestione del disegno si è aggiunta la cartella "IFC". In questa cartella sono indicati sia i file IFC importati che le ramificazioni create. Con un "simbolo di ramificazione" nella prima colonna viene indicato cos'è un file importato e cosa una ramificazione. Nella colonna "nome" c'è il nome del progetto del file. Nella colonna "nome del file" ci sono il percorso ed il nome del file. Nelle colonne "data" e "modificato" ci sono la data e l'orario dell'import e dell'aggiornamento. Con le ramificazioni si attiva il pulsante "aggiornare". Eseguendo questo pulsane si richiama il percorso del file della ramificazione evidenziata attualmente con il dialogo import IFC ed è possibile aggiornare la ramificazione. La data "modificata" si adatta automaticamente. Con "cancellare" è possibile cancellare un file IFC o una ramificazione. Nel caso di un file importato rimangono esistenti tutti i piani e componenti. Cancellando una ramificazione si eliminano tutti gli oggetti 3D appartenenti. I piani rimangono esistenti, in quanto l'utente probabilmente vi ha già creato dei componenti. Inoltre per mezzo dei pulsanti "import" ed "export" si può avviare un import/export IFC direttamente dalla gestione del disegno.
  • Gli oggetti 3D ancorati vengono esportati automaticamente come IfcElementAssembly. <Filmato - BIM con SEMA>
  • Per il comando di lavorazione "componente - raggruppare" è stato integrato il pulsante opzionale modulo "gruppo con tipo-Ifc" IfcElementAssembly Essendo attivo questo pulsante, il gruppo 3D riceve automaticamente il tipo di componente „IfcElementAssembly“.

Sistemi di misurazione

  • Con l'import delle nuvole di punti e il loro utilizzo SEMA introduce un nuovo standard nell'elaborazione di dati digitali 3D ed il loro perfezionamento in un software CAD. Si possono sfruttare perfettamente per la progettazione ed il disegno i vantaggi delle nuvole di punti, cioè variazioni di misura minimali, computo metrico adatto alla trasformazione, rilievo delle superfici e misurazione delle distanze, creazione di progetti per immobili esistenti, visualizzazione di oggetti ed il sopralluogo virtuale.
    Nei tempi in cui si discute dello spazio necessario e quindi del consumo delle superfici, e si mette in primo piano il recupero o l'ampliamento di edifici esistenti, SEMA offre così un utensile interessante per ognuno che voglia partecipare a questo sviluppo.
    Con l'icona "importare nuvola di punti" nella barra di simboli "sistemi di rilievo" si possono importare i formati di uso corrente delle nuvole di punti (e57, 3d, csv, pts, ptx, xyz). Dopo aver selezionato il file della nuvola di punti si apre il menu per la conversione delle nuvole di punti.
    Dato che nel caso delle nuvole di punti è spesso elevato il volume di dati, SEMA utilizza la procedura della densità dinamica di punti. A ciò bisogna convertire la nuvola di punti in una nuvola di punti SEMA (*.spw). Si può eseguire questo con tutte le informazioni necessarie o in primo piano oppure in sottofondo (si chiude il programma SEMA durante la conversione). La decisione viene presa nel menu di conversione delle nuvole di punti presso le opzioni di conversione. Inoltre con "selezionare file nuvola di punti" è possibile determinare il percorso del file originale. Con "determinare indice temporaneo" si sceglie dove si esegue il processo di conversione. SEMA consiglia qui di utilizzare un indice su un lettore efficiente e locale, (SSD). Con "determinare file e percorso destinatario" si seleziona l'indice di salvataggio. SEMA accede a questo indice durante l'uso nel programma e si prende le informazioni attualmente necessarie dal file SPW. Nelle opzioni generali del programma (Alt+F7), in import/export dati nella cartella della nuvola di punti è possibile predefinire i percorsi presenti nel menu di conversione.
    Selezionati i percorsi, le "informazioni-spazio di memoria" indicano lo spazio di memoria necessario e presente. Se non vi è spazio sufficiente è impossibile eseguire l'operazione di conversione. Iniziata la conversione si vede rispettivamente da una barra progressiva a che punto è la preparazione del file originale e la creazione del file SPW. Terminata la conversione appare il relativo messaggio di indicazione.
    La nuvola di punti viene disegnata nella visione dall'alto 2D con una densità di punti del 1% e con una cornice dell'oggetto 3D. Passando al 3D la nuvola di punti viene rappresentata nella cornice dell'oggetto. La densità della nuvola di punti dipende dallo spazio grafico disponibile e dalle impostazioni nel progetto (F7). Le informazioni dettagliate riguardo alla nuvola di punti sono elencate nel rigo dello stato. L'indicazione utente delle "informazioni-nuvole di punti" fornisce dati riguardo alla densità di punti, ai punti totali da rappresentare, alla visibilità di punti e lo sfruttamento della memoria grafica.
    Nelle regolazioni-indicazione nel progetto (f7) in "generalità", "3CAD"c'è la rubrica "nuvola di punti 3D" La visibilità delle nuvole di punti può essere inserita a parte per la vista dall'alto, la sezione ed il 3D. Inoltre è possibile predefinire la densità della nuvola di punti. Mettendo questa a "ridotta", si indicano al massimo 10 milioni di punti, sempre se lo permette la memoria grafica. Se lo spazio grafico è insufficiente per i 10 milioni di punti, il programma SEMA lo riconosce automaticamente e non disegna che il numero di punti massimo possibile. Lo stesso comportamento riguarda l'impostazione "normale" con 40 milioni di punti ed "elevato" con 100 milioni di punti. Con "massimo" si indicano tanti punti quanto la scheda grafica riesce ad elaborare al massimo.
    Con la dimensione di punto si predefinisce con quale numero di pixel si disegna un punto della nuvola di punto. Con l'impostazione "1" si disegna un pixel per ogni punto, con "2" si disegnano quattro pixel, con "3" otto pixel e con "4" si disegnano 16 pixel per ogni punto.
    Evidenziando la nuvola di punti e selezionando il comando "modificare", si aprono ulteriori informazioni riguardo alla nuvola di punti. Nella cartella "CMP" viene indicato il luogo di salvataggio della nuvola di punti.
    Volendo inviare un progetto di costruzione ad un partner per un controllo o perché lo continui ad elaborare, la nuvola di punti non è legato automaticamente al progetto di costruzione. È possibile inviare la nuvola di punti al partner in formato *.SPW appositamente. Il partner può salvare la nuvola di punti SPW in un indice qualsiasi ed eseguire una nuova assegnazione del file SPW per mezzo del dialogo di selezione del file nella cartella "CMP". Nella cartella "inf" sono indicati il nome della nuvola di punti, la lunghezza, la larghezza e l'altezza dell'oggetto 3D rivestente ed il numero totale di punti.
    Se la nuvola di punti importata non si trova sulla coordinata-Z desiderata, è possibile modificare la posizione di altezza della nuvola di punti. A ciò bisogna passare al 3D o ad una sezione. Dopodiché evidenziando la nuvola di punti e con il comando "modificare nuvola di punti" (barra di simboli sistemi di rilievo) si può modificare la posizione di altezza della nuvola di punti. Nello spazio inserimenti si apre la richiesta "posizione di altezza del piano di riferimento". Per prima cosa è richiesto il punto di riferimento desiderato nella nuvola di punti. Selezionato questo si può inserire in seguito la nuova "altezza" del punto di riferimento. Confermando il valore, si sposta tutta la nuvola di punti alla nuova posizione d'altezza.
    È altrettanto nuovo nella barra di simboli dei sistemi di rilievo il comando "modificare posizione di altezza di piani esistenti o creare nuovi piani". Questo comando può essere eseguito o in 3D o in una sezione. Se ci si trova, ad esempio, in una sezione e si sceglie il comando, vuol dire che si apre lo spazio inserimenti con la richiesta del nome del piano. Si può scegliere tra tutti i piani presenti oppure l'opzione "creare piano nuovo". Selezionando e confermando un piano esistente si può inserire a mano l'altezza oppure mettere con il mouse la linea di altezza in una posizione desiderata. All'indicatore del mouse vengono indicati l'altezza del piano ed il nome del piano.
    Selezionando l'opzione "creare piano nuovo" bisogna inserire e confermare un nome di piano. È proposta un'abbreviazione del piano e bisogna definire e confermare un utilizzo. Dopodiché si può inserire a mano l'altezza oppure si mette con il mouse la linea di altezza alla posizione desiderata. In questo modo si possono modificare i piani oppure creare piani nuovi in maniera intuitiva e comoda.
    Attivando adesso nelle regolazioni di indicazione (f7) l'opzione "rappresentazione vista dall'alto-sezione orizzontale" (generalità, immagini + 3D, auto-sezione, generalità) e disattivando la vista dall'alto (generalità, 3CAD, nuvole di punti 3D), vuol dire che non si rappresentano più che i punti che sono presenti con i loro parametri di sezione 3D nel rispettivo piano. In rapporto con la rappresentazione si possono chiudere ed aprire in dissolvenza comodamente i punti rilevanti. Con i parametri di sezione 3D (icona nella barra di simboli standard) si imposta a quale altezza si trova l'auto-sezione, riferito al rispettivo piano, e con quale spessore viene rappresentata.
    Su questa base ora si può cominciare con il disegno nel programma SEMA. <Filmato - Nuvole di punti nel programma SEMA>

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