Innovazioni V20-1 Build 9600

Generalità

  • Nella versione 20-1 si sono incorporate le indicazioni per l'utente nelle impostazioni delle indicazioni del componente. Evidenziando un'indicazione per l'utente e richiamando le impostazioni delle indicazioni del componente in "visione", vuol dire che il programma passa automaticamente alla cartella "generalità / varie". Così adesso anche nel caso delle indicazioni per l'utente è possibile indicare qualsiasi informazione nello Hint.
  • Nella versione 20-1 è stata perfezionata notevolmente il performance del programma SEMA. In particolar modo si sono accelerati notevolmente i tempi di composizione delle immagini.
    I perfezionamenti al dettaglio:
    È stato ridotto considerevolmente lo spazio di memoria necessario per la descrizione del componente (elaborazione testo su componente). Inoltre si è reso molto più veloce la composizione dell'immagine 3D con le descrizioni dei componenti.
    Per ridurre ancora di più i tempi per la composizione dell'immagine (lampada) è stato ottimizzato il calcolo interno dei poligoni.
    Sì e reso estremamente più veloce la composizione dell'immagine (lampada) dei file DXF e DWG importati come grafica CAD. Se finora la composizione dell'immagine di un file con 50.000 CAD finora durava ca. 7 secondi, adesso per la stessa operazione non ci vogliono che circa soli 0.5 secondi.
    Si consiglia di importare i disegni DXF tramite il comando per la grafica, proprio quando nel progetto servono molti disegni DXF oppure disegni DXF molto dettagliati. (I punti di riferimento possono essere presi; i Layer possono essere spenti. l'unica cosa che non è possibile è quella di modificare gli elementi singoli come quella di cancella le linee ecc...)
  • A partire dalla versione 20-1 occorre almeno la versione Open GL 3.3 per le schede grafiche, ovvero i driver delle schede grafiche. Con l'avvio del programma SEMA si esegue una verifica del sistema. In caso di necessità appare il relativo messaggio indicativo.
  • È stata rielaborata la gestione del disegno e si sono aggiunti ampliamenti e perfezionamenti. Adesso è variabile la dimensione della finestra della gestione del disegno è quindi può essere adattata secondo le esigenze individuali. Il programma salva automaticamente dimensione e posizione della finestra.
    È stata integrata una funzione di ricerca sul bordo in alto a destra in tutte le cartelle. Questa funzione di ricerca opera direttamente e subito dopo aver inserito il primo carattere. Nella cartella attuale viene indicato subito il risultato della ricerca. La ricerca ha un menu di selezione con l'elenco delle ultime 10 richieste di ricerca. L'elenco delle richieste viene salvato a parte per ogni cartella.
    Adesso si possono spostare a piacere tutte le colonne nella gestione del disegno. Inoltre è stata introdotta la nuova colonna "supplemento" per le cartelle "pianta casa", "IFC", "piani", "pareti", "elementi", "3D", "componenti", "nesting", "immagini" e "progetti". È possibile editare questa colonna rispettivamente con "modificare". Nella colonna "supplemento" è possibile inserire liberamente delle informazioni supplementari oppure un valore per la classificazione desiderata.
    Alla cartella "piani" si è aggiunta la colonna "piano". Da una parte questa colonna serve per il raggruppamento dei piani di pareti e solai destinati all'export (vedi nelle innovazioni IFC per una descrizione più dettagliata) e dall'altra può essere utilizzata perfettamente per classificare i piani. Anche questa colonna viene editata con "modificare".
    Le colonne "piano" e "supplemento" hanno un menu di selezione in modo tale da poter accedere facilmente ai valori già inseriti.
    Un'altra novità nella cartella "piani" è il funzionamento della visibilità. In questo contesto si sono sostituiti i testi precedenti "invisibile", "disattivo" e "normale" con tre campi opzionali l'uno vicino all'altro. Nel titolo ci sono le tre icone "disattivo", "invisibile" e "normale". Quindi non bisogna più cliccare sempre, anzi è possibile selezionare direttamente l'opzione desiderata. Cliccando direttamente l'icona nel titolo, tutti i piani ottengono lo stato cliccato. In relazione alla nuova funzione di ricerca si riesce così molto rapidamente a chiudere o aprire in dissolvenza o rendere attivi o disattivi i gruppi dei piani.
    Con un clic diretto fatto con il tasto sinistro del mouse oppure con un clic destro sui titoli delle colonne è possibile impostare l'ordinamento da A-Z oppure Z-A. Inoltre con un clic destro sui titoli delle colonne si può aggiungere una colonna di spazio immaginario nelle cartelle "pareti", "elementi", componenti, "nestings" e "progetti". Aggiungendo una nuova colonna si apre il menu degli spazi immaginari. Qui si può scegliere lo spazio immaginario di componente desiderato. Si aggiunge una nuova colonna con il titolo dello spazio immaginario e si indicano le relative registrazioni di tutti i componenti.
    Con un clic destro si possono cancellare di nuovo le colonne aggiunte a mano.
    Lavorando in una colonna con molte registrazioni uguali è altrettanto possibile disattivare "tutte" eseguendo un clic destro. Così poi viene indicata solo la registrazione nella colonna più superiore e non vengono più indicate le registrazioni uguali che seguono sotto fino al momento in cui si fa la prossima registrazione differente. Con questa funzione si riesce a creare un sommario molto migliore e ad indicare una sorta di struttura ad albero.
    Nella cartella "progetti" si è ampliata l'uscita del progetto. Il pulsante "salvare-PDF" è stato sostituito dal pulsante "uscita-progetto". Premendo il pulsante per l'uscita-progetto con uno o più progetti evidenziati, si apre un menu subordinato con la selezione dei formati d'uscita. In quest'occasione è possibile scegliere tra "uscita in PDF", "uscita in DXF/DWG" e "uscita in stampa".
    Per l'uscita in DXF/DWG è stato introdotto il relativo pulsante archivio analogamente all'archivio PDF. Il luogo di salvataggio ed il formato (DXF o DWG) vengono impostati nelle pre-regolazioni generali (Alt F7) in "import / export dati" - "DXF". Nel campo "percorso export" si imposta il percorso per l'archivio DXF/DWG e nel campo "file export" il nome del file. Con la finale del file (.dxf o .dwg) si imposta il formato. Grazie a questa innovazione è possibile salvare con un comando uno o più progetti selezionati allo stesso tempo come PDF, DXF/DWG ed inviarli alla stampante impostata. <Filmato - Perfezionamenti della gestione del disegno>

Rappresentazione 3D Visualizzazione

  • Per valorizzare ancora di più dal punto di vista ottico la visualizzazione nel programma SEMA si sono integrate delle testure di legni nuove nella versione 20-1. Ai dati fondamentali in visualizzazione/oggetti 3D, testure, si sono aggiunte le seguenti testure nella cartella "legno":
    Con le testure "acero topstar oleato", "acero topstar naturale", "faggio country oleato", "faggio country naturale", "faggio topstar oleato", "faggio topstar naturale", "rovere contry leggermente affumicato", "rovere country oleato", "rovere country affumicato“, „rovere country naturale“, „rovere country effetto legno grezzo“, „rovere disegno leggermente affumicato“, „rovere disegno oleato“, „rovere disegno affumicato“, „rovere disegno naturale“, „rovere disegno legno grezzo“, „rovere monostrato leggermente affumicato“, „rovere monostrato oleato“, „rovere monostrato affumicato“, „rovere monostrato naturale“, „rovere monostrato effetto legno grezzo“, „rovere topstar leggermente affumicato“, „rovere topstar oleato“, „rovere topstar affumicato“, „rovere topstar naturale“, „rovere topstar effetto legno grezzo“, „alno AH“, „frassino AH“, „frassino oleato“, „frassino naturale“, „frassino topstar oleato“, „frassino topstar naturale“, „ciliegio AH“, „larice“, „rovere rosso AH“, „olmo AH“, „noce AH“, „rovere bianco AH“, „abete bianco“ e „acero zucchero AH“ vengono disegnati perfettamente i legnami piallati. Si evitano al massimo le ripetizioni di venature, in modo che nessun legno assomigli all'altro. I dati fondamentali e le impostazioni consegnate da SEMA sono stati adattati in modo tale da usare in tutti i luoghi la nuova testura di legno "rovere topstar oleato". Per lavorare con le nuove testure anche nei progetti di costruzione esistenti, è possibile prendere le testure nelle impostazioni di colori semplicemente con il pulsante "standard". Grazie alle nuove testure i componenti in legno hanno un effetto ancora più realistico nella rappresentazione testurata 3D. Con la rappresentazione foto-realistica è possibile poi visualizzare perfettamente il progetto.

PIA, CAD, QUO, MCAD

  • Da subito nel programma SEMA è possibile creare cosiddetti codici QR. A tale proposito è stato integrato il tipo di scrittura "codice-QR" nel testo CAD. Redigendo un testo ad un rigo ed usando il tipo di scrittura codice QR, il programma crea automaticamente il codice-QR criptato adatto al posto del testo. Naturalmente vengono risolti anche gli spazi immaginari in un codice-QR e poi valutati li stesso. La dimensione del codice si può adattare tramite la grandezza di scrittura, come per un testo CAD normale.
  • Spostando il testo CAD, il testo esistente viene indicato subito nell'immagine del mouse . Così con lo spostamento è possibile posizionare i testi in modo ancora più preciso.

Assonometria

  • A partire dalla versione 20-1 le superfici del tetto nella rappresentazione 3D testurata non vengono più disegnate con una testura di tegole ma come superficie trasparente di colore viola. Il colore viene generato dal colore di linea standard della superficie del tetto nelle impostazioni dei colori.
    Ora, per correttezza, la testura di tegole definita nelle impostazioni di colori viene disegnata soltanto se sono attivati gli strati del tetto nel 3D. (Indicazione impostazioni (F7)).
    Da ora in avanti la superficie trasparente permette anche determinati comandi di creazione nel 3D, per i quali sono assolutamente necessari il riferimento e la trasparenza delle superfici del tetto. (vedi nelle innovazioni della disposizione di puntoni) <Filmato - Superficie del tetto a piacere>
  • Nella versione 20-1 è stata rielaborata la creazione delle superfici del tetto a piacere e si sono aggiunte altre possibilità di inserimento. Quindi adesso è possibile inserire facilmente e rapidamente una superficie del tetto inserendo un rettangolo nella visione dall'alto e nella sezione verticale senza definire un profilo di tetto completo.
    Se nell'assonometria si richiama con l'istanza "superficie rettangolo" il comando di creazione "superficie del tetto", vuol dire che per l'inserimento nella visione dall'alto sono disponibili a tale proposito tre forme di inserimento che possono essere utilizzate secondo i valori di inserimento conosciuti.
    Dopo aver selezionato se la nuova superficie del tetto va assegnata ad un tetto parziale esistente oppure o se si deve creare un nuovo tetto parziale, si definisce il riferimento "gronda o colmo" per l'inserimento della linea.
    Nel caso dell'inserimento con la prima istanza si definisce intanto l'altezza dello spigolo di riferimento per la nuova superficie del tetto libera. Inserendo poi l'inclinazione della superficie del tetto e le indicazioni opzionali come la lunghezza dell'inclinazione e la misura di base, si può creare la superficie del tetto tramite l'inserimento di linee.
    Nel caso dell'inserimento con la seconda istanza, dopo aver definito il riferimento dell'inserimento e l'altezza dello spigolo si determina la superficie del tetto tramite la lunghezza dell'inclinazione e la misura di base.
    Nel caso della terza istanza i valori importanti sono l'altezza di gronda e l'altezza di colmo e le indicazioni opzionali della lunghezza d'inclinazione e la misura di base.
    Quanto all'inserimento delle superfici libere del tetto nella sezione verticale, queste possono essere altrettanto assegnate ad un tetto parziale esistente oppure si crea un tetto parziale nuovo. Per l'inserimento nella sezione sono disponibili gli inserimenti di linee conosciuti e l'inserimento della profondità (lunghezza di gronda).
    Grazie a queste nuove possibilità di inserimento nella vista dall'alto e nella sezione verticale è possibile creare molto velocemente delle superfici del tetto inserendo solo pochi valori.
    La possibilità di inserimento delle superfici del tetto a forma libera è stata resa possibile e sviluppata esplicitamente per la visione obliqua 3D. Questa possibilità si presta bene soprattutto per generare rapidamente delle superfici del tetto dai punti di rilievo importati oppure dalle nuvole di punti cliccando i singoli punti nel 3D.
    Per facilitare l'inserimento all'utente qui è possibile selezionare prima un piano di riferimento libero o un piano di riferimento automatico dopo aver determinato i primi tre punti. Per questi due inserimenti si può decidere opzionalmente se i punti vanno proiettati sul piano di riferimento in modo verticale oppure ad angolo retto.
    Se in occasione dell'inserimento non si seleziona nessun piano di riferimento, possono sorgere, ovvero creare intenzionalmente anche delle superfici del tetto storte.
    Dopo aver inserito la superficie del tetto libera è possibile definire o assegnare come al solito una struttura del tetto. È impossibile assegnare successivamente profili del tetto ad una superficie di tetto libera. Le superfici del tetto libere però possono essere salvate come dato fondamentale, e, in caso di necessità, nell'assistente di profilo è possibile aggiungere altri dati rilevanti oppure altri componenti. <Filmato - Superficie del tetto a piacere>

Disposizione di puntoni

  • Con il cambiamento della rappresentazione 3D delle superfici del tetto in superfici trasparenti, si è creata la base per i comandi di creazione della disposizione di puntoni in tutte le visioni 3D e nelle sezioni verticali ed orizzontali.
    Adesso è possibile creare i puntoni nella rappresentazione 3D e nelle sezioni usando i comandi "mettere puntone", "puntone con riferimento a componente", "suddividere zona/area" e "suddividere nel raster edificio".
    È altrettanto possibile disegnare in 3D e nelle sezioni gli arcarecci nelle superfici del tetto con puntoni usando i comandi "importare dal profilo" e "altezza automatica".
    In questo contesto vi è una previsione interattiva dei componenti che assiste il rispettivo inserimento.
  • È stato ampliata la possibilità di specchiare i puntoni e quindi adesso è possibile farlo anche nelle visioni 3D e nelle sezioni verticali ed orizzontali. <Filmato - Superficie del tetto a piacere>

Parete Solaio

  • Abbiamo continuato a perfezionare il container di componenti per finestre e porte e aggiunto dei parametri nuovi. Perciò è possibile da subito rimandare nella prima cartella "costruzione" non solo ai legnami-componenti ma anche ai singoli legnami e componenti MCAD. Quindi modificando nei dati fondamentali un legno che viene usato in container-componenti differenti, vuol dire che questo si adatta automaticamente in tutti i container. Se più avanti nella visione della parete si devono mettere correttamente i legnami sulla dima, bisogna fare attenzione che questi vengano, ad esempio, creati dal corrente inferiore in direzione del corrente superiore. Per il controllo si può prendere la dima nel container-componenti.
    È altrettanto nuova la possibilità di posizionare i componenti MCAD in modo completamente libero su 21 punti di riferimento. Naturalmente è possibile usare anche il tasto interspazio per posizionare esattamente i componenti quando si esegue l'inserimento di singoli legnami e componenti MCAD. Ai parametri all'interno del container di componenti si sono aggiunte le opzioni "tramite asse di parete" e "gioco di montaggio".
    Con il parametro "tramite asse di parete" si possono posizionare ad esempio i legnami che non presentano lo spessore totale di una parete, dalla parte in vista della parete alla parte della parete che si trova di fronte. Se il legno si riferisce alla parte interna dello strato di parete e la battuta della finestra viene modificata da sinistra 1 a sinistra 3, vuol dire che il legno si posiziona sulla parte esterna dello strato.
    Con il parametro "gioco di montaggio" si può regolare quali punti di riferimento vanno adattati quando si assegna un gioco di montaggio nello strato del legno /muro. Si può selezionare l'opzione "no", con cui i componenti rimango fissi sui loro punti di riferimento. Con la seconda "componente" si spostano anche i punti di riferimento della finestra, ovvero della porta. Questo è il comportamento attuale dei componenti fino alla versione 20-1. Con l'opzione "tutti" si spostano anche tutti i punti di riferimento esterni ed i punti di riferimento del componente (finestra/porta). Quindi grazie a questo parametro si può determinare in maniera individuale per ciascun componente come si comportano i componenti quando si modifica la sporgenza di strato. Con tutte queste innovazioni è possibile creare e trattare i componenti in modo ancora più facile ed individuale.
  • Nel caso della combinazione elettrica "adduzione" si è aggiunto l'opzione "nessuna". Per mezzo di ciò si può ottenere che non si creino le adduzioni nonostante le lavorazioni MCAD che sono impostate. Posizionando alcuni interruttori l'uno sull'altro, si riesce così ad evitare che ogni interruttore crea una lavorazione addizionale per l'adduzione.
  • Nella terza cartella di finestre e porte si può selezionare liberamente quali sporgenze di strato vanno cambiate. Si può scegliere tra le impostazioni "inizio/fine", "sinistra/destra" e "entrambi/diagonale". Così quando si cambia la battuta le sporgenze della macro possono reagire in modo ancora più flessibile.
  • Con questa funzione nuova è possibile conservare la geometria e la posizione per le finestre e porte esistenti e scambiare informazioni tecniche produttive ed anche il design (la linea). Questo significa che restano la larghezza, l'altezza, l'altezza di parapetto e l'altezza dell'architrave del componente originale, ma che vengono riprese tutte le altre informazioni del componente assegnato. Mettendo a "sì" la visibilità della battuta nella prima cartella della finestra, ovvero della porta, vuol dire che questo può essere altrettanto modificato quando si assegna il componente nuovo. I nuovi comandi si trovano rispettivamente nella selezione del programma in "pareti e per la visione di parete in "parete profilo". In questo modo proprio dopo un import IFC è possibile ad esempio cambiare comodamente le finestre senza perdere la geometria.
  • Nella versione 20-1 è stato sviluppato la nuova "macro plus", la quale contiene le funzioni fondamentali della macro esistente, ma che grazie alle nuove tecnologie offre alcune possibilità in più e permette una maggiore flessibilità. La nuova "macro plus" è stata integrata nella selezione del programma in pareti, assonometria, profilo solaio e per la visione di parete in "parete profilo". La nuova macro plus si trova nei dati fondamentali del "finestre/porte/macro/elettricità". Qui sono stati integrati il nuovo gruppo "macro plus" ed il "macro container" appartenente. Nella prima cartella della macro plus si definiscono come finora la geometria e vari riferimenti di altezza della macro. È nuova nella prima cartella della macro la "battuta cella macro". Qui si possono impostare quattro battute differenti della macro, come per una finestra o una porta (destra 1, destra 2, sinistra 2, sinistra 1 e sinistra 2). Avendo predefinito i componenti per la macro, questi accedono a questa funzione quando si cambia la battuta. Così, ad esempio, è possibile posizionare dalla parte in vista della parete alla parte della parete di fronte, i legnami che non presentano lo spessore totale di una parete. È altrettanto nuova la possibilità che viene rappresentata anche la battuta della macro quando si mette, copia o sposta la macro.
    È stata rifatta completamente la seconda cartella della macro plus. Adesso alla macro si possono assegnare finanche sette container-macro, come già per la porta e la finestra. In questo contesto le funzioni ed i nuovi punti di riferimento sono identici al container esistente delle porte e finestre. Per mezzo di ciò è possibile combinare i componenti più svariati e posizionarli a piacere facendo uso dei punti di riferimento.
    Nella terza cartella si può selezionare liberamente quali sporgenze di strato vanno cambiate. Si può scegliere tra le impostazioni "inizio/fine", "sinistra/destra" e "entrambi/diagonale". Così quando si cambia la battuta le sporgenze della macro possono reagire in modo ancora più flessibile.
    Le ultime tre cartelle della macro plus si comportano in modo identico alla macro esistente.
    Nelle regolazioni di indicazione (F7) in pareti, macro è stato integrato il grado di dettaglio conosciuto per comandare la simbolica della vista dall'alto.
    Grazie al nuovo container-macro è possibile predefinire la macro plus in modo ancora più flessibile ed individuale. <Filmato - Macro Plus>

Coperture Parete Solaio

  • È stato perfezionato dettagliatamente il tipo di suddivisione "dalla apertura". (ditta Gardavaud)

Legnami di pareti e solai

  • Ora nella visione dall'alto si possono creare anche dei piani di costruzione inclinati. Per questa funzione nuova è stata sostituita l'icona esistente per la creazione dei piani di costruzioni da una icona nuova con Pull Down (a tendina). Si possono selezionare il comando attuale "creare piano di costruzione" e quello nuovo "creare piano di costruzione inclinato".
    Per l'inserimento di un piano di costruzione inclinato nella visione dall'alto ci sono tre forme di inserimento, le quali possono essere usate secondo i valori di inserimento conosciuti.
    Prima si definisce il riferimento "altezza inferiore" o "altezza superiore" per il successivo inserimento della linea.
    Eseguendo l'inserimento con la prima istanza si definisce prima l'altezza dello spigolo di riferimento. Inserendo poi l'inclinazione del piano di costruzione e le informazioni opzionali come la lunghezza dell'inclinazione e la misura di base, si può creare il piano di costruzione per mezzo dell'inserimento di una linea.
    Eseguendo l'inserimento con la seconda istanza si determina il piano di costruzione per mezzo della lunghezza dell'inclinazione e la misura di base dopo aver definito il riferimento dell'inserimento e l'altezza dello spigolo.
    Con la terza istanza i valori rilevanti sono "altezza inferiore" e "altezza superiore" e le informazioni opzionali della lunghezza dell'inclinazione e la misura di base.
    Per concludere il rispettivo inserimento si definiscono ancora lo spessore e la direzione della vista.
    Nel caso dell'inserimento dei piani di costruzioni inclinati è possibile scegliere tramite un pulsante per le opzioni se si deve creare direttamente un profilo della superficie o meno.
    Questo profilo di superficie viene rappresentato anche in 3D e si può gestire in F7 (piano di costruzione/ 3D). Se non esiste alcun profilo di superficie per il piano di costruzione viene indicato automaticamente un piano ausiliare.

Lamiera

  • Per i profili in lamiera con spigolo si sono rese possibili le spigolature all'inizio ed alla fine del componente. A questo proposito è possibile assegnare un dato fondamentale di spigolatura ad ogni elemento di linea o linguetta.
    Al dato fondamentale di un profilo con spigolo è stata aggiunta la cartella "scan/spg" per le spigolature all'inizio ed alla fine. In questa cartella è elencato un numero di campi di rimando relativo alla quantità delle linee/linguette. Nella gestione dei dati fondamentali questi campi di rimando sono divisi in pieghe all'inizio e pieghe/scanalature alla fine. Attraverso i campi di rimando si possono assegnare le spigolature e le formazioni delle pieghe/scanalature. Per il comando di modifica di un componente già esistente i campi di rimando sono suddivisi in "pieghe/scanalature alla fine evidenziata" e "pieghe/scanalature di fronte". Quando l'indicatore del mouse nella visione 3D si trova nell'area di disegno si crea una freccia rossa lungo l'elemento di linea/linguetta evidenziato nel dato fondamentale. Si può passare tra i campi di rimando usando il tab o i tasti freccia. Così l'utente riconosce immediatamente di quale elemento si tratta.
    Le spigolature per i profili con spigolo contengono quattro possibili impostazioni nuove in "collegamento con profili spigolati". Con l'impostazione "lunghezza sinistra" è possibile selezionare le opzioni "automatico", "piega/scanalatura originale" oppure un valore a piacere. "Automatico" riconosce la lunghezza dell'elemento di profilo precedente/successivo, "piega/scanalatura originale" usa la lunghezza definita nel dato fondamentale della piega/scanalatura e nell'inserimento libero è possibile inserire qualsiasi lunghezza desiderata.
    Con l'impostazione "angolo a sinistra" è possibile selezionare le opzioni "automatico", "rettangolare" oppure un valore a piacere. "Automatico" riconosce l'angolo dell'elemento di profilo "angolo precedente/successivo, "rettangolare" crea la spigolatura ad angolo retto e con l'inserimento a piacere si può definire un angolo a piacere. Sulla parte destra ci sono le stesse impostazioni per la lunghezza e l'angolo.
    Per i componenti in lamiera è stato aperto il comando di lavorazione "testura 3D". Con questo comando è possibile modificare o riassegnare direttamente la testura di un componente in lamiera. Inoltre è stato aperto anche il container di dati fondamentali per testure di componenti in lamiera. Così è più facile assegnare con un solo clic le testure ai componenti in lamiera.
  • È stato messo a 90 ° il default per la creazione degli elementi di linea nell'assistente di profilo. <Filmato - Innovazioni lamiera>

Automatismi PREF

  • Se si sovrapponevano le linee di chiodature, finora si cancellavano tutte le linee di chiodatura dello strato interessato. Per ottimizzare questo comportamento si sono sviluppate 2 varianti nuove per questo tipo di problema. Nelle pre-regolazioni (Alt+F7) in "pareti / profilo", nella cartella "automatico" è stata integrata l'opzione "posare la chiodatura in caso di sovrapposizione". Si può scegliere tra i seguenti inserimenti:
    Cancellare: Con questa impostazione si cancellano tutte le linee di chiodatura dello strato interessato. Questo è il comportamento fino alla versione 20-1.
    Ottimizzato: Con questa variante si riconoscono le linee di chiodatura che si sovrappongono ed il programma crea esclusivamente le linee di chiodatura che non si sovrappongono. Il vantaggio è che non bisogna creare di nuovo a mano tutte le linee di chiodatura dello strato.
    Incrociato: Con questa impostazione si creano le linee di chiodatura anche se si sovrappongono. A seconda della situazione con questa impostazione può capitare che si devono cancellare in seguito delle linee di chiodatura.

Scale

  • Con il nuovo componente riempimento SEMA completa i suoi componenti di ringhiera delle scale. Adesso si possono creare facilmente i riempimenti in vetro, acciaio, materiale sintetico e in legno. Il riempimento può essere depositato a scelta o come componente nella serie di dati della ringhiera oppure inserito a mano per una scala esistente. In tutti e due i casi il riempimento è impressionante per il suo elevato grado di flessibilità.
    Nella selezione del programma, nelle scale, è disponibile il nuovo componente "riempimento". Selezionando questo comando si apre il dato fondamentale per il riempimento. Nello spazio inserimento è richiesta la scala oppure la parte in cui bisogna creare il riempimento. Con l'inserimento dei punti "da", "a" si crea e si calcola il riempimento di ringhiera secondo i parametri impostati.
    Nel dato fondamentale del riempimento si può definire lo spessore.
    Per l'impostazione "taglio pianerottolo" si può scomporre il riempimento per il passaggio di un pianerottolo a scelta o con un taglio a smusso o a piombo. Con "taglio a smusso" si crea un collegamento a smusso, con "taglio a piombo" il giunto del componente è verticale. Con l'impostazione "collegato" non si scompone il componente se vi è una determinata situazione di pianerottolo.
    Con il riferimento di curvatura "riferimento sotto" e "riferimento sopra" si definisce in che modo e da quale componente si riprende la curvatura.
    riferimento sotto "PD scalata": Il riempimento prende come riferimento la superficie delle pedate e alzate (spigolo superiore per le pedate e spigolo anteriore per le alzate). Così lo spigolo inferiore del riempimento viene creato in maniera scalata. Con le impostazioni "distanza sotto PD" e "distanza sopra ALZ" si possono definire le distanze dalla superficie. In caso di valori positivi il riempimento si allontana dalle superfici, in caso di valori negativi, entra nel componente e crea eventualmente una lavorazione per la pedata o l'alzata.
    riferimento sotto "PD spigolo anteriore" Il riempimento si riferisce allo spigolo anteriore della pedata. Così lo spigolo inferiore del riempimento assume l'angolo d'inclinazione della scala. Con l'impostazione "distanza sotto curvatura" si può assegnare una distanza dallo spigolo anteriore della pedata. In caso di valori negativi il riempimento si allontana dallo spigolo anteriore della pedata ed entra nel componente, in caso di valori positivi si allontana dal componente.
    riferimento sotto "PD spigolo posteriore": Il riempimento si riferisce allo spigolo posteriore della pedata Così lo spigolo inferiore del riempimento assume l'angolo d'inclinazione della scala. Con l'impostazione "distanza sotto curvatura" si può assegnare una distanza dallo spigolo posteriore della pedata. In caso di valori positivi il riempimento si allontana dallo spigolo posteriore della pedata ed entra nel componente, in caso di valori negativi si allontana dal componente e crea eventualmente una lavorazione nella pedata o alzata.
    riferimento sotto "spigolo superiore fianco": Il riempimento si riferisce allo spigolo superiore del fianco. Quindi lo spigolo inferiore del riempimento assume la curvatura del fianco superiore. In caso di valori positivi per la distanza in basso, il riempimento si allontana dallo spigolo superiore del fianco. In caso di valori negativi si muove ed entra nel componente e crea una lavorazione nel fianco.
    riferimento sotto "spigolo superiore corrente": Il riempimento si riferisce allo spigolo superiore del corrente. Quindi lo spigolo inferiore del riempimento assume la curvatura del corrente superiore. In caso di valori positivi per la distanza in basso, il riempimento si muove allontanandosi dallo spigolo superiore del corrente. In caso di valori negativi si muove ed entra nel componente e crea una lavorazione nel corrente.
    Se non c'è nessuno spigolo adatto come spigolo di riferimento, il riempimento si può riferire allo "spigolo superiore individuale". Con la "distanza sotto curvatura" e usando un valore positivo si definisce la larghezza del riempimento.
    riferimento sopra "spigolo anteriore PD": Si usa questa impostazione se, ad esempio, il riempimento serve anche come corrimano. Con l'impostazione "direzione", la quale è attiva solo in relazione a "spigolo anteriore PD", si definisce se la distanza va calcolata verticale, parallela, con parapetto parallelo assoluto o con parapetto parallelo relativo . Per la distanza si inserisce il valore necessario.
    riferimento sopra "spigolo inferiore corrente": Il riempimento si riferisce allo spigolo inferiore del corrente. Quindi lo spigolo superiore del riempimento assume la curvatura del corrente inferiore. In caso di valori positivi per la distanza in alto, il riempimento si muove allontanandosi dallo spigolo inferiore del corrente. In caso di valori negativi si muove ed entra nel componente e crea una lavorazione nel corrente.
    riferimento sopra "spigolo inferiore corrimano" Il riempimento si riferisce allo spigolo inferiore del corrimano. Quindi lo spigolo superiore del riempimento assume la curvatura del corrente inferiore. In caso di valori positivi per la distanza in basso, il riempimento si muove allontanandosi dallo spigolo inferiore del corrimano. In caso di valori negativi si muove ed entra nel componente e crea una lavorazione nel corrimano.
    riferimento sopra "spigolo inferiore individuale": Il riempimento si riferisce allo spigolo inferiore individuale. Con la distanza si definisce la larghezza del riempimento. Non si assume la forma scalata.
    In "distanza e arrotondamenti" usando "distanza inizio" e "distanza fine" si può assegnare al riempimento una distanza dall'invito e dall'uscita della scala . Con "distanza inizio montante" e "distanza fine montante" si può assegnare una distanza dal montante. Con "distanza inizio piega" e "distanza fine piega" si può assegnare una distanza dall'angolo della scala.
    Nel menu subordinato dell'arrotondamento è possibile definire per gli angoli o una svasatura (definizione tramite lato X e lato Y) o un arrotondamento con il relativo raggio all'inizio sotto, all'inizio sopra, alla fine sotto, alla fine sopra.
    Come per ogni componente tavolato si può assegnare la distanza per il riempimento dall'asse della ringhiera con "posizione nella ringhiera" e stabilire la parte di riferimento con "interno", "esterno" oppure l'asse.
    Nella cartella "da" è possibile definire il collegamento angolare come per ogni componente tavolato.
    È unico che nella cartella "fine"(tipo finale)si può definire rispettivamente un tipo finale per l'inizio, la fine, sotto e sopra. Così è possibile, ad esempio assegnare supporti da vetro per tutte le quattro parti.
    Le cartelle rimanenti si comportano come i componenti tavolati "corrimano" e "corrente".
    Assegnato il riempimento della scala o creato automaticamente per mezzo del rimando nel dato fondamentale, si può trattare il riempimento come tutti gli altri componenti tavolati. Questo significa che si possono usare i comandi di lavorazione "perforare" e "aggiungere". È altrettanto possibile eseguire delle modifiche allo Spline per mezzo dei comandi-posizione. Modificando lo spigolo di riferimento di un componente di riferimento, si modifica automaticamente anche lo Spline del riempimento. <Filmato - Riempimenti per ringhiere>

Statica

  • Nella versione 20-1 è stato ampliato il menu per l'export della statica al programma ACORD della ditta ITech. Ora nel menu è possibile definire il percorso per un programma ACORD installato, il percorso di salvataggio ed il nome del file.
    Esportando singoli componenti o tutti i componenti dal programma SEMA, si apre automaticamente il programma ACORD.

Interfaccia DXF

  • Nel caso dell'import DXF e DWG come grafica adesso viene valutata correttamente l'opzione "importare punti" nelle pre-regolazini (Alt+F7) in "import/export dati".

Import/export IFC

  • Tutti i componenti con la cartella LM hanno ricevuto la nuova cartella "IFC". D'ora in poi sono elencati in questa cartella i parametri standard IFC "nome", "descrizione", "tipo di oggetto", "tipo di componente" (finora nella cartella LM), "tipo subordinato" e "definizione del tipo".
    Nel campo "nome" e nel campo "descrizione" è possibile inserire un testo a piacere oppure con un clic destro uno spazio immaginario. Nel campo "tipo di oggetto si può inserire un'altra informazione per mezzo di un testo a piacere oppure uno spazio immaginario. Questa si presta molto bene, ad esempio, per i tipi di componente per i quali non sono previsti tipi subordinati standardizzati. Nel campo "tipo di componente" si imposta il rispettivo tipo di componente. A seconda del componente sono disponibili solo tipi di componente ragionevoli. Come standard in questo campo c'è scritto „automatico“. Grazie a questa impostazione, quando si esegue l'export, il campo viene riempito automaticamente da un tipo di componente. I componenti che possono essere già esportati con un tipo di componente definito, ad esempio tetto, parete, solaio, legnami e coperture, poi ricevono automaticamente il tipo di componente-IFC corretto. I componenti che ancora non ottengono un tipo di componente IFC definito da SEMA, ricevono per l'export un tipo di componente IFC oggetto 3D generale (IfcElementProxy). Tramite il menu è possibile impostare a mano il tipo di componente-IFC per questi componenti.
    Ci sono i cosiddetti tipi subordinati per determinati componenti. A seconda del tipo di componente diventa attivo il campo "tipo subordinato" e si può selezionare un possibile tipo subordinato. Ad esempio è possibile selezionare fra l'altro il tipo subordinato "rafter" (puntone) o "purlin" (arcareccio) per il tipo di componente "IfcMember" (componente-elementi).
  • Con l'aiuto della "definizione del tipo" si possono riunire le proprietà e gli attributi in comune dei componenti che hanno lo stesso tipo di componente. Ad esempio IfcWallType è una definizione del tipo, a cui rimandano numerose pareti (IfCWall). Si possono, ad esempio, assegnare delle definizioni di tipo differenti per pareti esterne, pareti interne e pre-pareti Nel dato fondamentale si può stabilire un tipo. A seconda del tipo di componente c'è un menu di selezione analogo al tipo subordinato. Il tipo definito nella definizione del tipo prevale sul tipo subordinato che quindi diventa disattivo e che va solo ad indicare il tipo impostato nella definizione del tipo. Se per il tipo nella definizione del tipo si imposta "notdefined" o se non vi è nessuna definizione del tipo, rimane attivo il tipo subordinato e può essere usato e impostato direttamente nel dato fondamentale del componente. In "nome", "descrizione", "contrassegno" e "tipo di elemento" è possibile inserire un valore a piacere. "GlobalID" è un campo informativo disattivo per il quale viene indicato l'evidente ID. Ogni modifica della definizione del tipo crea un nuovo GlobalID. Tra le proprietà flessibili sono indicati i relativi PSets.
  • Ogni componente può avere qualsiasi attributo/proprietà, a seconda della densità d'informazione. Questi oltre ai parametri standard IFC vengono riuniti in cosiddetti Ifc Property Sets (in breve Pset). I Pset sono gruppi di attributi che possono contenere vari attributi specifici per i componenti. Ci sono i PSet definiti da BuildingSmart (Pset_WallCommon, Pset_WindowCommon, usw.), ma anche dei PSet creati individualmente con degli attributi definiti individualmente. <Filmato - BIM con SEMA - Sviluppo dell'interfaccia IFC>
    I PSets vengono elencati in ordine alfabetico per ogni componente nella cartella Ifc presso i parametri standard. Eseguendo un clic sul "+" davanti al nome del PSet vengono indicati tutti i valori contenuti. Tutti i valori ed attributi possono essere solo letti e non editati. Con un clic destro è possibile definire le singole informazioni come spazio immaginario e, ad esempio, valutarle nel disegno o per la distinta del materiale. A ciò è stato inserito l'argomento "Ifc (standard+proprietà)" per gli spazi immaginari. Gli spazi immaginari dei Pset sono composti come segue: @X-IFC-P{«NomePSet«»NomeAttributo»}@
    Con l'aiuto degli spazi immaginari, si possono, ad esempio, riprendere nella cartella LM i vari valori dai Pset presenti e quindi anche trasferirli nella distinta del materiale.
    Per indicare i PSet anche delle ramificazioni IFc è stato ampliato il comando di controllo per i componenti. Con il comando "controllo" - "controllo componente (CTRL+4) ora viene indicato nel modo di lettura il dato fondamentale di ogni componente ch sarà evidenziato. Nel caso delle ramificazioni Ifc, con questa funzione si possono indicare i Pset di singole parti integranti. Passandoci con l'indicatore del mouse vengono messi in risalto coloristicamente le singole parti integranti della ramificazione Ifc. Cliccando l'oggetto vengono indicati nella finestra di controllo gli attributi e le proprietà IFC. <Filmato - BIM con SEMA - Sviluppo dell'interfaccia IFC>
  • Al dialogo dell'import IFC si è aggiunto "creare previsione on/off". A tale proposito è stata integrata la nuova icona "indicare previsione" nella barra-icone superiore del dialogo import. Come standard è attivata questa icona e si crea automaticamente una previsione quando si importa un file IFC. Può essere un vantaggio soprattutto per i file IFC molto grandi disattivare la previsione IFC e fare una relativa selezione tramite i piani o i tipi di componente. Riattivando poi la previsione, vengono indicati solo i piani/tipi di componente selezionati. Naturalmente è possibile avviare un import o creare una ramificazione anche senza previsione.
    Un'altra icona nuova nella barra-icone del dialogo-import riguarda i colori dei componenti. Questa icona attiva come standard - indica già nella previsione il colore originale dei componenti. Se non è stato definito alcun colore per i componenti del file IFC, quest'ultimo sono indicati in bianco. Disattivando l'icona, si usano i colori dei componenti di SEMA (IfcRoof, IfcSlap (Roof)  rosso, IfcBeam, IfcColumn, IfcMember  marrone, ecc.)
    Tutte le due icone si ricordano lo stato impostato per ultimo e non devono essere di nuovo attivate/disattivate ogni volta.
    Per vari file IFC provenienti da programmi diversi i tetti/ corpi del tetto vengono in parte modellati in maniera svariata. In modo tale da ottenere per l'import un determinato risultato riguardo alla superficie del tetto è stata inserita l'opzione "superficie del tetto - parte inferiore corpo del tetto-Ifc / parte superiore corpo del tetto". Con questa possibilità nuova si può decidere durante l'import se della parte inferiore o superiore del corpo del tetto-Ifc si deve creare una superficie SEMA .
    I componenti importati ricevono nel dato fondamentale il contrassegno "(*)". <Filmato - BIM con SEMA - Sviluppo dell'interfaccia IFC>
  • Per l'export IFC sono state implementate altre opzioni. Ora è possibile esportare solo i componenti evidenziati o solo quelli visibili. In questo contesto è importante l'avvertenza che vanno esportati automaticamente anche i componenti subordinanti. Nell'esempio di un legname da parete si esporta anche il corpo di parete nonostante il legname evidenziato/visibile, in quanto il legname è ramificato con la parete. <Filmato - BIM con SEMA - Sviluppo dell'interfaccia IFC>
  • Per perfezionare ancora lo scambio di dati con altri programmi via IFC è stata rielaborata la gestione dei piani. Adesso è possibile raggruppare un piano di parete ed un piano di solaio. A ciò serve la nuova colonna "piano". Chi opera con questa nuova colonna, deve usare i piani SEMA come piani parziali. Indipendentemente dall'export IFC, grazie a questa innovazione ci sono anche le possibilità di classificare i piani secondo la necessità. Nell'esempio di una casa con sette piani SEMA la classificazione potrebbe essere come segue:

      Piano   Nome del piano
      Piano del tetto    Disposizione di puntoni 
      Sottotetto   Sottotetto pareti
      Sottotetto   Suolo piano del tetto
      Pianoterra   Pianoterra pareti
      Pianoterra   Suolo pianoterra
      Cantina   Pareti cantina
      Cantina   Piastra suolo

  • Per l'export IFC vengono raggruppati in un piano i piani SEMA ordinati in "piani uguali". Importando in un piano un file IFC con solai e pareti, questi nel SEMA vengono divisi in singoli piani (piano parete e piano solaio). In questo contesto il nome del piano si trova nella colonna "piano", ad es. Piano del tetto ed i piani nella colonna "nome del piano", ad es. Piano del tetto (per pareti) e piano del tetto D (per solaio).
    Per creare o modificare un piano si può inserire il nome del piano. Per evitare errori di ortografia si possono selezionare in un menu i nomi dei piani inseriti per altri piani.
    La colonna "piano" non è un campo obbligatorio per i piani e si può continuare a lavorare come finora con i piani SEMA. <Filmato - BIM con SEMA - Sviluppo dell'interfaccia IFC>
  • Per l'import dei file IFC è stata resa possibile l'assegnazione diretta di dati fondamentali di pareti, solai, porte e finestre. Presupposto che da una parte il nome nella definizione del tipo sia identico al nome del dato fondamentale, e dall'altra sia impostato come raccoglitore attivo il raccoglitore fondamentale con i relativi dati fondamentali. Soddisfatte le condizioni, quando si esegue l'import dei file IFC si creano automaticamente i dati fondamentali corretti di pareti, solai, porte e finestre.

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